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NATUZZI: lettera aperta alla Vice Ministra Teresa Bellanova

Lettera aperta delle RSU, delle Segreterie Regionali e Territoriali di Filca Cisl Puglia e Basilicata alla Vice Ministra dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova.

Le scriviamo queste poche righe per illustrarle quanto continua ad accadere sul territorio Murgiano nelle relazioni sindacali tra l’Azienda Natuzzi, le Rsu e le OO.SS.

Questi anni di dura crisi che abbiamo percorso fianco a fianco ci hanno portato a superare attraverso le indicazione e i numerosi accordi sottoscritti presso il Mise le questioni spinose dell’azienda Natuzzi, intrecciate a volte con quelle internazionali del gruppo, spinti dalla volontà di risolvere le problematiche di tutta la società nell’insieme.

Abbiamo sottoscritto il più importante accordo di programma per il rilancio del distretto pugliese e lucano del mobile imbottito, al cui interno la più grande azienda interessata é la Natuzzi, perché il nostro comune interesse continua ad essere quello di traguardare l’azienda verso obiettivi collettivi e mantenere la Natuzzi sul territorio compreso tutti i dipendenti.

Un grande obiettivo sottoscritto al Mise, nato dal vostro impegno Sig.ra Vice Ministra, da un imprenditore lungimirante e i rappresentanti degli instancabili lavoratori che hanno fatto grande la Natuzzi nel mondo, rimettendoci pezzi del proprio salario per mantenere il posto di lavoro.

Siamo ancora in un percorso di utilizzo di ammortizzatori sociali che mette insieme il contratto di solidarietà, per i 1918 lavoratori Natuzzi, e la cassa integrazione in deroga, per i 33 lavoratori della newconfort. Dobbiamo prendere atto che nei due anni trascorsi, pur spendendo tante risorse, la Natuzzi non é riuscita a trovare le giuste soluzioni per tutti i dipendenti.

Oramai siamo all’ennesimo piano industriale, questa volta, costruito sul licenziamento dei 173 dipendenti dello stabilimento di Ginosa che in totale libertà hanno impugnato il collocamento in mobilità e vinte le cause per essere reintegrati al lavoro, nel loro stabilimento, quello di Ginosa.

La Natuzzi però smentendo tutti i buoni propositi, in questi giorni, ha attivato la procedura dell’art. 17 della legge 223/91, per un lavoratore reintegrato un’altro uscirà dall’azienda. La Natuzzi ha sbagliato e continua a fare errori, allora noi ci chiediamo e vi chiediamo che fine ha fatto il progetto di riapertura dello stabilimento di Ginosa? Quello che prevedeva 200 addetti alla lavorazione della gomma piuma?

Che fine ha fatto il progetto della Newconfort?

Questo ennesimo atto di forza della Natuzzi ha fatto inasprire le relazioni sindacali in azienda, le rsu hanno deciso il blocco degli accordi per la maggiore produttività e lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti.

Come OO.SS. abbiamo contribuito con le nostre idee a costruire accordi per trovare possibili soluzioni e per questo crediamo ancora che la Natuzzi possa rilanciare Ia sua presenza, ampliando e non riducendo le attività lavorative nell’area Murgiana.

Auspichiamo da subito che la Natuzzi ed il suo gruppo dirigente possa rivedere le proprie posizioni di chiusura, per tutte queste motivazioni ci rivolgiamo a voi illustrissima Vice Ministra affinché la vostra celere convocazione presso il Mise possa mettere la parola fine a questa lunga vertenza e ci consenta di dire:

“ NESSUN DIPENDENTE RESTI SENZA LAVORO “.

 

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NATUZZI, PROROGATO DI UN ANNO IL CONTRATTO DI SOLIDARIETA’ PER 1.915 DIPENDENTI

La proroga di un ulteriore anno del contratto di solidarietà per 1.915 dipendenti, e la conseguente messa al sicuro di 788 addetti, a rischio licenziamento. È il risultato dell’accordo per la Natuzzi siglato questa mattina al ministero del Lavoro, presenti le Rsu del gruppo e le segreterie nazionali, regionali e territoriali di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil.

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NATUZZI, VIA LIBERA A CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ E INVESTIMENTI

Via libera all’Accordo quadro per la Natuzzi, che era stato firmato il 13 gennaio scorso e poi approvato dal 98% dei lavoratori del Gruppo. L’intesa, firmata al ministero del Lavoro da Natuzzi e dai sindacati di categoria Filca, Feneal, Fillea, Fisascat, Uiltucs e Filcams, prevede contratti di solidarietà per 1818 lavoratori, tra produzione ed uffici, a partire dal 2 maggio negli stabilimenti di Jesce 1, Jesce 2, Laterza, Santeramo e Matera.

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