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COSTRUZIONI, I SINDACATI CHIEDONO INTERVENTI SU LAVORO, CONTRATTI E PENSIONI

Lavoro, contratti, pensioni: sono i tre pilastri sui quali poggia la “vertenza costruzioni” lanciata dai sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. Oggi, con lo slogan “Uniti per il futuro”, i tre sindacati hanno riunito a Roma oltre 600 tra delegati e operatori del sindacato per chiedere il rilancio delle costruzioni, alle prese con una crisi senza precedenti costata 800mila posti di lavoro.

 

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“La ripresa nel settore è ancora debole”, ha detto il segretario generale Annamaria Furlan intervenuta ai lavori insieme ai numeri uno di Cgil, Camusso, e Uil Barbagallo. “Eppure tutti sanno – ha proseguito – che  il settore è un traino per il Paese, e se ripartono le piccole e medie opere allora riparte l’economia nazionale. Se riparte l’edilizia riparte tutto – ha aggiunto Furlan – perché c’è un vastissimo indotto che si mette in moto, e perché non è con l’attivismo delle leggi che si regola il mercato del lavoro e cresce l’occupazione. I posti di lavoro – ha dichiarato ancora il segretario generale della Cisl – si creano se ripartono la ripresa e lo sviluppo”. A questo proposito le tre sigle di categoria hanno individuato 25 opere prioritarie per il Paese, da avviare o far ripartire attraverso singole vertenze su scala regionale. Tra queste anche opere ferroviarie come il Brennero, il Terzo Valico, la Milano-Brescia-Verona e la Napoli-Bari, stradali come la Salerno-Reggio Calabria e il Quadrilatero Marche-Umbria, ed opere metropolitane, come la Metro C di Roma, la Circumetnea e la Tranvia di Firenze. Ma le proposte dei sindacati sono tante e spaziano dal mercato del lavoro alla contrattazione, dalla pensione alla sicurezza sul lavoro: “Siamo impegnati quotidianamente per rafforzare la qualità del lavoro contrastando il falso lavoro autonomo ed escludendo i voucher nell’edilizia”, ha detto nel corso del suo intervento il segretario generale della Filca, Franco Turri. “Chiediamo inoltre di ripristinare il Durc nella sua originaria formulazione e di potenziare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro”.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI SU LAVORO, CONTRATTI E PENSIONI

Per quanto riguarda i contratti, dopo il rinnovo del cemento e quello dei giorni scorsi del settore laterizi e manufatti, si sta ultimando la piattaforma dell’edilizia: “La nostra richiesta – spiega Turri – è di istituire ununico tavolo di contrattazione che possa armonizzare e semplificare i diversi contratti, con l’obiettivo di garantire ai lavoratori uguale dignità delle prestazioni contrattuali, di valorizzare i contratti integrativi puntando ad un contratto di secondo livello regionale, di estendere il perimetro dei diritti anche ai lavoratori autonomi e di assumere il contratto di cantiere come strumento di contrattazione inclusivo, per omogeneizzare le tutele e le contribuzioni di tutti gli addetti che operano nei cantieri in materia di sicurezza e formazione e indipendentemente dal tipo di contratto applicato”.

Infine, ma non da ultimo, uno degli argomenti più controversi, le pensioni. “Lo abbiamo detto sabato scorso nel corso della grande mobilitazione nazionale – ha ricordato la Furlan – e continueremo a ripeterlo: la legge Fornero è sbagliata e va cambiata, non è pensabile che un lavoratore edile stia fino a 67 anni su una gru o su una impalcatura. Bisogna ripristinare la flessibilità in uscita per lasciare i posti di lavoro ai giovani”. In particolare i sindacati delle costruzioni chiedono di aprire un tavolo con Governo e Inps sul tema dell’uscita ‘flessibile a 62anni’ indipendente dai contributi e senza penalizzazioni. “Bisogna usare il contratto dell’edilizia per agevolare il raggiungimento della pensione – ha dichiarato il segretario generale della Filca – anche rivisitando a questo fine il Fondo dello 0,10% previsto dal contratto stesso. Inoltre bisogna valorizzare la previdenza integrativa con forme di adesione contrattuale, come quelle previste nel contratto edile, e prevedere un ‘bonus’ contributivo in relazione alla diversità dei lavori. Una sorta di navetta che accompagni il lavoratore fino alla pensione”, ha concluso Turri.

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